martedì 6 giugno 2017

I libri del mese: maggio 2017

Il mese scorso ho saltato “I libri del mese” e questa volta mi stavo proprio dimenticando di farlo…
Sono settimane un po’ frenetiche, ma vabbé. L’importante è che ieri mi sia venuto in mente.
Mi sono accorta che ho letto ben tre libri; nonostante mi senta lentissima ultimamente è un buon traguardo, eh.
Per quanto riguarda gli acquisti, ho comprato “Via col vento”. L’ho fatto dopo aver guardato la puntata di Ulisse sulla Guerra Civile Americana che mi ha fatto venire voglia di leggerlo.
Riguardo al resto (usiamo questo spazio per fare il punto su tutto il mese) l’altro giorno ho finito di scrivere un nuovo romanzo che è già partito per la sua strada. Vediamo se e quando arriverà, comunque non prima del 2018. Intanto ne ho un altro in visione presso un paio di agenti letterari e chissà che ne esca qualcosa di buono.

LIBRI LETTI 

 Voto: 4,5/5
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Voto: 3,5/5
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Voto: 4/5
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LIBRI ACQUISTATI

Rossella O'Hara è la viziata e capricciosa ereditiera della grande piantagione di Tara, in Georgia. Ma l'illusione di una vita facile e agiata si infrangerà in brevissimo tempo, quando i venti della Guerra Civile cominceranno a spirare sul Sud degli Stati Uniti, spazzando via in pochi anni la società schiavista. Il più grande e famoso romanzo popolare americano narra così, in un colossale e vivissimo affresco storico, le vicende di una donna impreparata ai sacrifici: la tragedia della guerra, la decimazione della sua famiglia, la necessità di dover farsi carico della piantagione di famiglia e di doversi adattare a una nuova società. E soprattutto la sua lunga, travagliata ricerca dell'amore e la storia impossibile con l'affascinante e spregiudicato Rhett Butler, avventuriero che lei comprenderà di amare solo troppo tardi...

Delitto e castigo è il primo dei grandi romanzi che resero celebre Dostoevskij e forse il più popolare. Lo svolgimento dei fatti è incentrato quasi tutto a Pietroburgo, nel corso di un'afosa estate. La vicenda ruota intorno a un giovane studente, Raskol'nikov, che per ragioni economiche è costretto ad abbandonare l'università. Animato da un forte risentimento, ma anche da considerazioni politiche di palingenesi sociale, il giovane progetta e realizza di uccidere una vecchia usuraia. Rubarle i soldi, nella sua idea, dovrebbe renderlo in grado di fare del bene agli altri. Tra questi anche la sorella dello studente, costretta ad accettare un odioso matrimonio allo scopo di aiutare il fratello, e assicurare una vecchiaia dignitosa alla loro madre. Dopo essersi ammalato di "febbre cerebrale" ed essere stato costretto a letto per giorni, Raskol'nikov viene sopraffatto da una cupa angoscia, frutto di rimorsi, pentimenti, tormenti intellettuali e soprattutto dalla tremenda condizione di solitudine in cui l'aveva gettato il segreto del delitto. Dopo una serie di colpi di scena, tra cui la falsa confessione del delitto da parte di un operaio, Raskol'nikov verrà condannato alla deportazione in Siberia. Sarà Son'ja, una giovane ragazza che si prostituiva per sfamare i fratellini, a smussarne la durezza ideologica e infine a redimerlo.

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