lunedì 17 luglio 2017

Piccola riflessione su donne e fantascienza

Placatasi appena da una settimana la nostrana polemica sulle donne che non vincono il Premio Urania dal 1992 (leggere qui), ieri la BBC se ne è venuta fuori con la rivelazione che il prossimo Dottore sarà una donna. Precisamente, si tratta di Jodie Whittaker, che ha già lavorato con il nuovo showrunner Chris Chibnall.
In verità, l’idea di un Dottore donna era già nell’aria dalla rigenerazione di Matt Smith, poi il cielo ci ha portato Peter Capaldi (grazie a chiunque abbia avuto la brillante idea di assumerlo).
Come sarà un Dottore donna?
Intanto spero che continuerà a chiamarsi Dottore al maschile e che a nessuno in Italia venga in mente di tradurre in Dottoressa; a parte questo, credo che gli sceneggiatori avranno molto da lavorare per mantenere il personaggio coerente con se stesso. Il Dottore cambia carattere a ogni rigenerazione, questo è vero; ma una cosa è un lieve mutamento caratteriale, un’altra è un ribaltamento totale di ormoni.
L’esperimento è già stato tentato con il Maestro che, nelle ultime tre serie, si è rigenerato in Missy; ma con i cattivi è più facile. Un megalomane psicopatico è diventato una strega psicopatica, e l’attrice Michelle Gomez era superba nel ruolo.
Il Dottore, che invece non solo è il protagonista ma è anche buono e quindi per forza di cose molto più sfaccettato, secondo me avrà più difficoltà. C’è il rischio di farlo cadere nel ridicolo o nell’eccessivamente mieloso.
Ci fidiamo comunque degli sceneggiatori della BBC; non ci resta che attendere un imprecisato punto del 2018 per vedere.
Tutta questa premessa era per parlare delle donne e della fantascienza. Per chi non avesse seguito, la polemica è partita da un’autrice Delos che si è lamentata che le donne non vincono un Urania dal 1992, nonostante molte siano state tra i finalisti negli ultimi anni.
Ne sono seguiti commenti favorevoli e sfavorevoli e, secondo me, anche un po’ di derisione da parte degli autori maschi, poi la cosa si è placata.
È una polemica che aveva ragione di esistere?
Nello specifico, non lo so. Il premio Urania sarà sessista? Boh, non ne ho idea. Non essendo dentro i meccanismi di scelta del vincitore non posso assolutamente dirlo.
Secondo me quello su cui è interessante ragionare è il ruolo che stanno assumendo le donne nella fantascienza negli ultimi tempi, sia come autrici sia come personaggi letterari.
Perché le donne sono diverse dagli uomini, eh. Non nascondiamoci dietro a un dito. Scrivono in maniera diversa dagli uomini; puntano su temi diversi dagli uomini; e, nei loro caratteri, sono diverse dagli uomini.
Questo non toglie che siano autrici assolutamente pregevoli; penso a Tricia Sullivan, che lo scorso anno a Stranimondi si lamentava della sua solitudine come scrittrice di fantascienza donna.
Il punto, come viene dimostrato dalle convention, è che la fantascienza è ancora prevalentemente un affare da uomini. Questo per il semplice motivo che, fino a pochi decenni fa, la scienza stessa era prevalentemente un affare da uomini. Pian piano il genere si sta aprendo anche alle donne, ma è un processo molto più lento che per il fantasy. Ci arriveremo, ma ci vorrà ancora tempo e perseveranza da parte delle autrici donne.
Un Dottore donna è un buon segnale? Oppure, se vogliamo, è un buon segnale il fatto che il prossimo capitano dell’Enterprise sarà una donna? O che il nuovo Jedi è una donna?
È ancora presto per trarre conclusioni; dobbiamo solo metterci comode e vedere quale sarà l’evoluzione della fantascienza. E continuare a scriverla anche se siamo donne, naturalmente.

2 commenti:

  1. Bé, diciamo che il fatto non sussiste. Innanzitutto scrittrici donne nella sf c'è me sono tantissime e c'è me sono state fin dagli inizi, e anche le protagoniste femminili abbondano. Ovviamente mi riferisco alla sf scritta. Nel cinema e in TV sono effettivamente più rare, anche se già in metropolis di fritz lang (1927)è Maria, sia nella versione umana che in quella androide, la vera protagonista. Se poi vogliamo parlare della situazione italiana, la fantascienza cinematografica NON ESISTE e quella scritta è una nicchia dove pochissimi scrittori si avventurano.

    RispondiElimina
  2. È vero, da noi è una una nicchia all'interno della quale le donne occupano un angolino microscopico. Però il problema sussiste per all'interno di uno spazio così piccolo. Sussiste anche oltre oceano, in verità. L'esempio di Tricia Sullivan non è casuale. Ho sentito dalle sue labbra quanto si senta da sola come autrice di fantascienza donna. Parliamo di fantascienza per adulti ovviamente, perché nello young adult le cose sono differenti.

    RispondiElimina