Terra ignota. Risveglio


TERRA IGNOTA. RISVEGLIO, di Vanni Santoni
Mondadori, 415 pagine, € 17,00
Genere: high fantasy
Voto: abbandonato

Verso pagina 300 questo romanzo ha un tale guizzo che, sull’onda dell’entusiasmo, mi sono prenotata il secondo volume in biblioteca. Ora penso che lo andrò a prendere (ma giusto perché conosco personalmente il bibliotecario e ci collaboro, perciò sarebbe brutto lasciargli lì un libro dopo aver chiesto un prestito intebibliotecario) e lo lascerò per un mese sul comodino senza aprirlo. Perché oggi ho preso la decisione di abbandonare il primo volume di “Terra Ignota”. E sono arrivata a pagina 320, perciò mi merito un applauso.
Vi ho parlato tre/quattro volte di Vanni Santoni e della curiosità che avevo sviluppato nei suoi confronti. L’ho incontrato per la prima volta al BookPride di quest’anno, dove l’ho sentito parlare del fantasy con una notevole nostalgia degli anni ‘70 e di D&D. Poi l’ho rivisto a “Tempo di Libri”, dove ha tenuto un interessante (a Cesare quel che è di Cesare) panel su “Dune”.
Vanni Santoni non è uno scrittore di fantasy. Scrive mainstream ed è editor di Tunué, per la quale cura una collana di mainstream.
Se posso dire, si sente che non è capace. Non basta amare il fantasy per scrivere fantasy; ci sono regole, regole ferree che vanno rispettate. Non dico che è uno dei generi più complicati (perché secondo me ce ne sono di peggiori, fantascienza su tutti) ma quasi. Il tranello del “tanto è fantasy” è sempre in agguato.
Un buon romanzo fantasy non è una favola. I personaggi necessitano di approfondimento, il word building deve essere rigoroso e approfondito, la coerenza interna non deve essere un optional. Tutto questo manca nel libro di Vanni Santoni, che è un collage di luoghi comuni e citazioni rimescolate che non aggiunge nulla al genere. Alla foresta incantata ho mollato, ma avrei potuto mollare già al cavaliere che si chiama Parsifal, o alla protagonista che (vi giuro) sembra Son Goku di Dragon Ball da piccolo.
Hai una prescelta. È un luogo comune del fantasy, ma vabbé, è un genere che lavora per archetipi, quindi ci può stare. Però dalle un carattere, santo cielo. Mostrala sconvolta quando il suo villaggio viene distrutto e tutti i suoi amici uccisi; mostra il processo che la trasforma da cucciolo di Sayan a una donna innamorata.
Lo ripeto, questo non è un romanzo fantasy; è una favola, e pure scritta in maniera pretenziosa in alcuni punti (ci sono certe frasi da apnea totale).
Magari Vanni Santoni è un bravisismo autore maistream, ma il fantasy è meglio che lo lasci perdere. E il prossimo che mi dice che lui è il futuro del fantasy italiano (frase sentita due volte da due persone diverse, e pure con un certo peso nel settore) si becca uno schiaffo.

Commenti

  1. Terra ignota 2 è meglio dell'1. Ma l'1 non va considerato come un Fantasy, bensì come un'opera di critica (meta)letteraria, come ho scritto nella mia recensione. Forse troppo ardita l'operazione specie per l'Italia...

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    Risposte
    1. Mi puoi linkare la tua recensione così la leggo?
      Comunque secondo me non abbiamo bisogno della critica metaletteraria in Italia, che già ce n'è a bizzeffe. Abbiamo bisogno di un buon fantasy che non sia pretenzioso.

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