Il racconto dell'Ancella


IL RACCONTO DELL'ANCELLA, di Margaret Atwood
Ponte alle Grazie, 398 pagine, € 16,80
Genere: distopia
Voto: 5/5

“Esiste più di un genere di libertà, diceva Zia Lydia. La libertà di e la libertà da. Nei tempi dell’anarchia, c’era la libertà di. Adesso vi viene data la libertà da. Non sottovalutatelo”.
“Il racconto dell’ancella” di Margaret Atwood è un romanzo distopico direi da brividi, perché possibilissimo. Non c’è nulla di fantascientifico in esso, è solo la possibile visione di un futuro non troppo distante dalla realtà, dato che nel mondo cose del genere, cioè regimi che si instaurano senza che nessuno faccia nulla per impedirlo, si sono già verificate, vedasi la Germania Nazista.
Il presupposto è che negli Stati Uniti, a un certo punto, l’ideologia puritana prenda il sopravvento con un colpo di stato. Il Presidente e il Congresso vengono assassinati e pian piano il mondo si trasforma in un luogo dove le donne vengono private di qualsiasi potere e completamente sottomesse agli uomini.
La voce narrante di questo romanzo è Difred, una donna che non ha un nome vero, dato che Difred significa “Donna di Fred”. Difred è un’Ancella, cioè una donna che prima del regime ha avuto dei figli da un matrimonio non legittimo (nel caso di Difred, da un uomo già precedentemente sposato) e che, per questo motivo, è considerata abbastanza impura da giustificare una rieducazione ma, al contempo, abbastanza fertile per poter dare dei discendenti alla classe dominante.
Ecco che le Ancelle vengono spedite nelle case dei Comandanti, i vertici del regime, per dare loro dei figli attraverso dei riti che si rifanno all’Antico Testamento.
Ovviamente il primo romanzo che viene in mente leggendo “Il racconto dell’Ancella” è “La lettera scarlatta” di Nathaniel Hatworn, per via dell’ambientazione fortemente puritana. La seconda cosa a cui si pensa sono i Fondamentalisti della Chiesa di Gesù Cristo dei Santo degli Ultimi Giorni, quelli che praticano la poliginia. Non fantascienza, quindi, ma realtà storiche e realtà attuali.
Non potrebbe capitare benissimo domani che un fondamentalista religioso faccia irruzione nel Congresso degli Stati Uniti e uccida tutti a colpi di mitra?
Non è nemmeno un romanzo femminista come potrebbe apparire, perché le donne non sono esenti da colpe in questo universo distopico. Quello che più salta all’occhio, in effetti, è un’assoluta mancanza di solidarietà tra le donne delle varie classi sociali, esattamente come accadeva all’epoca del puritanesimo e della caccia alle streghe, quando la paura e la superstizione impedivano alle altre donne di rendersi conto della follia maschilista che si celava dietro ai roghi. E non potrebbe essere ancora oggi così? Nel piccolo a volte ancora accade che una donna che ha fatto la scelta di costruirsi una famiglia consideri un’egoista snaturata quella che invece di figli non ne vuole o, ancora peggio, quella che pur avendo dei figli sceglie di non annullarsi completamente per essi.
“Il racconto dell’Ancella” è la classica riflessione su dove potrebbe andare il mondo se non stiamo attenti.

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