Tempo di Libri 2018. Un tempo nuovo?

Sabato e domenica ho visitato la seconda edizione di Tempo di Libri, la fiera della (grande) editoria milanese.
Ho già scritto un post al riguardo sul blog dello studio editoriale (lo trovate qui), ma mi preme aggiungere qualcosa.
Devo confermare l’impressione dello scorso anno: pochi, pochissimi piccoli editori. Addirittura meno dell’anno scorso, direi. Il motivo è molto semplice: tra due settimane c’è Bookpride e la maggior parte degli indipendenti vanno lì.
Comunque questa edizione di Tempo di libri si è rivelata positiva in termini di numeri. In cinque giorni si sono avute più di 97.000 presenze, il 60% in più della scorsa edizione. Sicuramente il trend di crescita fa ben sperare. Bisogna dire che il periodo era migliore (non c’erano ponti in mezzo) e la location più facile ed economica da raggiungere (Fiera Milano City al posto di Rho). Potrebbe trattarsi anche di un timido segnale di ripresa del mercato? Bisognerà attendere i dati ISTAT del prossimo anno per capirlo, ma comunque fa piacere vedere tanta gente a una fiera editoriale.
Io e la mia collega Irene abbiamo parlato con diversi piccoli editori. Il sentire comune è una disperazione mista a entusiasmo e a una vaga speranza per il futuro, ma del resto è normale per i piccoli editori. Comunque abbiamo scovato realtà interessantissime come “Le Mezzelane”, “Delrai” e “Triskell”; tutti editori che già conoscevo di nome e che mi hanno confermato l’ottima idea che mi ero fatta di loro.
Ora il prossimo passo è Torino.
Come vi ho già detto (e come vi dirò ancora fino allo sfinimento) a Torino esco con il libro nuovo, quindi credo che starò prevalentemente allo stand di “Watson Edizioni”.
Si vedrà come andrà il Salone; lo scorso anno ha superato di gran lunga Tempo di Libri in termini di presenza e se il trend si ripeterà vorrà dire fiumane di gente.

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