Il ballo degli infami



IL BALLO DEGLI INFAMI,di Jack Sensolini
Watson Edizioni, 410 pagine, € 15,00
Genere: Grimdark Fantasy
Trama: "Si sa: i re e gli eroi scolpiscono il proprio nome nella storia, gli infami muoiono. Dimenticati. Ma in quella tempesta di follia che avvolge il regno di Abadonia, gli infami sono anche quelli che sputano sangue fino all’ultimo respiro. Gli infami hanno visto Darcan dei Carte soggiogare un pezzo dopo l’altro tutti i domini sull’orlo della rivolta, in un’eterna partita al Gioco dell’Orda contro le sue mancanze di re, di padre e di uomo. Celebre anche come il Re di Cuori, per molti è soltanto il Re Cane. Gli infami c’erano, quando Domdraco ha preso vita dalle leggende per difendere Dom e i suoi cittadini dai soprusi. Sono rimasti quando il Principe Ereditario ha assunto il comando dell’Arma abadoniana senza le qualità per farlo, trascinandola in un inferno. E in quell’inferno gli infami ci sono tutti piombati dentro, e hanno ballato: fratello Gheorg ha intravisto un frammento del Grande Sogno e denunciato per primo il tradimento che ha provocato la guerra. Caio il Senzanome, leggendario generale del Primo Reggimento, maledice il giorno in cui dovrà separarsi dalla spada: un uomo la cui fedeltà al Sovrano viene prima di tutto, perfino della propria vita e di quella dei suoi figli."

“Il ballo degli infami” è il romanzo di esordio di Jack Sensolini, nuova e promettente voce nel panorama del fantasy italiano. Si tratta di un romanzo di genere Grimdark, che sarebbe il fantasy brutto sporco e cattivo derivato dall’heroic fantasy che ha il suo manifesto in autori come George R.R. Martin, Richard Morgan e Joe Abercrombie.
La prima curiosità è perché Jack abbia scelto proprio questo genere.
“Ti dico la verità, non è stata una scelta consapevole. O meglio, quando ho iniziato a pianificare il Ballo degli Infami non conoscevo l’esistenza di questo genere. Mi spiego: avevo letto Martin, ovviamente, e avevo intuito che ci sarebbe stato un prima e dopo le Cronache del Ghiaccio e del Fuoco. Era stata piantata una bandierina, e niente sarebbe stato più come prima.
Può sembrare strano, ma l’idea che c’è alla base de Il Ballo degli Infami nasce dalla lettura di Freud, in special modo dalla sua interpretazione del senso di colpa. Da qui il tema forse più ricorrente del romanzo: il rapporto padre/figlio.
Terminata la prima stesura, mi è capitato tra le mani un libro di Joe Abercrombie (The Heroes), e lì sono rimasto folgorato. Avevo finalmente trovato quello che cercavo, una specie di conferma. Un autore di successo che aveva, bene o male, la mia stessa visione. La cosa mi ha spinto ad andare avanti, fare il passo successivo. Prima di rimettere mano al romanzo, ho recuperato in fretta tutti gli altri libri della Prima Legge di Abercrombie. Sono venuto a “sapere” del Grimdark, e il Ballo degli Infami lo era già, al 100%”.
Il romanzo è una sorta di lunghissimo prologo a quella che si preannuncia come una guerra di successione piuttosto sanguinosa. L’autore compie la scelta di utilizzare differenti punti di vista. I più originali e divertenti sono senza dubbio quegli degli “infami” del titolo, cioè la bassa soldataglia, individui rozzi e ignoranti il cui unico scopo è riempirsi la pancia e sopravvivere un altro giorno.
“Questa scelta è stata dettata dal fatto che volevo fare un romanzo corale, che descrivesse Abadonia nella sua complessità”, spiega Jack al riguardo. “Sono sempre stato attirato dai personaggi secondari, dalla plebaglia, dalla fauna di second’ordine. La feccia, per intenderci. Nel Signore degli Anelli, per esempio, il mio personaggio preferito è Gollum.
Per di più, la cosa mi permetteva di variare il linguaggio a secondo del punto di vista, dare dinamicità alla scrittura e sperimentare un linguaggio più vicino al parlato comune.”
Il romanzo, tuttavia, affronta anche temi importanti, primo fra tutti la tragedia famigliare. In effetti, tra le fonti dell’autore ci sono Medea e l’Edipo Re, e poi le tragedie di Shakespeare, Coriolano e Macbeth su tutte, oltre a Freud, Borges, Alan Moore, in parte i Wu Ming, Martin. Joe Abercrombie, come detto, è venuto dopo, ma non è stato meno importante. Inoltre si trovano accenni al rinascimento italiano, alle maschere della tradizione (Pulcinella, Capitan Fracassa, Scaramuccia, Pantalone), alla cinematografia nostrana da Brancaleone ai Picari, passando per la musica di De André. Fondamentale è stata anche la lettura di Berserk, il manga di Miura, soprattutto per il finale.
“Il Ballo degli Infami è il mio romanzo d’esordio, ma arriva al termine di un percorso personale durato dieci anni”, dice ancora l’autore. “Ho scritto almeno altri tre romanzi, oltre a svariati racconti, prima di pubblicare. E parlo di romanzi compiuti, altrimenti sarebbero molti di più. Ho partecipato a pochi concorsi, alcuni veramente insignificanti. Non ero mai realmente soddisfatto del mio lavoro, della mia scrittura. Sapevo che mancava qualcosa, così ho sempre lavorato per migliorare. Niente di trascendentale: ho letto tanto, ho scritto tanto. È così che si deve fare, non ci sono formule magiche.
Devo dire che sono molto soddisfatto del mio esordio, non in termini di vendite, chiaramente, ma parlo proprio di soddisfazione personale.
Avevo timore a rileggerlo, una volta stampato. Devo dire che è andata meglio di come pensavo”.
Jack Sensolini è tra i cofondatori di un movimento particolare, “Ignoranza Eroica”. Gli ho chiesto di parlarmene.
“Ignoranza Eroica, come tutte le cose migliori, è nata un po’ per gioco. Io e Luca Mazza, uniti da una visione comune, abbiamo organizzato il peggior torneo letterario della storia, lo Schiaffantasi, in cui ciascun partecipante affibbiava al proprio avversario 3 personaggi, 1 oggetto e 1 scenario, e con quelli avrebbe dovuto scrivere un racconto. Avevamo bisogno di un contenitore, di uno spazio in cui fissare la nostra idea di fantasy. Così abbiamo fondato Ignoranza Eroica.
Se “eroica” sappiamo tutti cosa significa, su “ignoranza” c’è ambiguità e scetticismo. Mi preme specificare che non è sinonimo di “volgare”. Siamo promotori di un fantasi (con la i) di menare. Dritto come un pungo nei reni, non edulcorato, insomma.
A me e Luca si sono poi uniti Alberto della Rossa e Michele Gonnella, membri ufficiali del team e portatori d’ignoranza nel mondo. In ultimo anche Laura Silvestri e Fabio Andruccioli (vincitore del Torneo Schiaffantasi).
Per farla breve, Ignoranza Eroica è una via di mezzo tra una pagina Facebook e un movimento letterario. Facciamo meme, articoli, racconti, tornei letterari. Ma il fine ultimo è sempre la letteratura. Siamo in uscita con un’antologia, autoprodotta assieme al collettivo Nerdheim, al cui interno sono presenti autori come Alessandro Forlani, Maico Morellini, Angelo Berti, Mauro Longo.”
Per quanto riguarda i progetti futuri di Jack, ce ne sono diversi. Il secondo romanzo del Mondo Infame è in cantiere, anche se non sa esattamente quando riuscirà a finirlo. Ci sono altri soggetti sviluppati senza data di scadenza.
In questo momento sta lavorando a un altro progetto, sempre con Luca Mazza, che si chiama Riviera Napalm, un Hardmony, come lo chiamano loro. Mad Max in Emilia-Romagna, per farla breve.

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