Macchine Mortali


MACCHINE MORTALI, di Philip Reeve
Attualmente edito da Mondadori con il titolo di "The hungry city"
Genere: steampunk per ragazzi
Voto: 3/5

“Macchine Mortali” è un romanzo steampunk per ragazzi da cui il regista Peter Jackson ha tratto una trilogia che uscirà al cinema nel dicembre del 2018 (e tutti ci chiediamo da dove derivi l’ossessione di Peter Jackson per le trilogie).
La trama, intesa come struttura narrativa, non mi ha entusiasmato. Le soluzioni sono molto affidate al caso e certi nodi si risolvono in maniera decisamente affrettata.
Anche i personaggi avrebbero avuto bisogno di maggior approfondimento.
In generale, mi è parso tutto un po’ superficiale.
Nonostante ciò, l’idea di base è vincente.
Dopo una guerra nucleare che ha distrutto il mondo in sei minuti, l’umanità superstite decide di trasformare le sue città in enormi piattaforme mobili che se ne vanno in giro per il mondo a divorarsi tra loro (lo steampunk sta proprio in questo aspetto).
La città più grande apre le sue mascelle d’acciaio e ingloba quella più piccola con lo scopo di smantellarla e utilizzare i materiali di cui è composta per la propria sopravvivenza.
Questo sistema prende il nome di “darwinismo urbano”: il più grande divora il più piccolo. È l’evoluzione, baby.
Nel romanzo la parte del cattivo è affidata alla città di Londra, ma c’è sempre quel senso sottinteso di trovarsi in una sorta di giungla in cui in effetti non si ha altra scelta se si vuole sopravvivere.
Questo è ben espresso dal personaggio di Tom, il tipico eroe estremamente reticente.
Tom proviene da uno dei livelli inferiori di Londra. È un Apprendista Storico di Terza Classe, il che vuol dire che fa le pulizie nel Museo; quindi uno che non conta nulla.
Per una serie di circostanze che vedono coinvolta una misteriosa ragazza di nome Hester Shaw, il buon Tom si trova alleato ai nemici della sua città; gli ci vorrà tutto il libro per convincersi del fatto che i selvaggi sono i suoi amati londinesi e non gli altri.
In conclusione, “Macchine Mortali” è un romanzo che inizia con grandi promesse ma alla fine non le mantiene.
Comunque ha tre sequel e due o tre prequel, perché in effetti l’ambientazione è talmente buona che sarebbe stato un peccato non sfruttarla.

Commenti