I libri del mese. Settembre 2017

Questo settembre è stato un mese un po’ lento, sopratutto per quanto riguarda le letture, perché la “Trilogia dello Sprawl” mi sta portando via tantisismo tempo. Ho letto due libri su tre e ancora non ho capito se mi piace oppure no. Tra “Neuromante” e “Giù nel cyberspazio” ho intervallato “Raffles”, una serie di racconti scritti a metà del 1800 da Hornung, il cognato di Arthur Conan Doyle. L’ho trovato un libro molto carino; il commento è qui, mentre qui ci sono le mie impressioni su “Neuromante”.
Non compro libri da ben tre mesi e mi sento come un tossico disintossicato, ma la realtà è che tra due settimane c’è Stranimondi e non so quanto riuscirò a trattenermi.
Intanto, da una settimana ho iniziato l’esperimento “leggi due libri per volta”, assolutamente necessario per dare una sfoltita alla mia foltissima lista dei “to read”. Per ora mi pare che funzioni, ma i conti si potranno fare solo a fine anno, quando tirerò le somme sui libri letti nel 2017.
Questo mese ho capito in maniera nitida che la gente non ha voglia di informarsi sulle pubblicazioni dei piccoli editori. Sarà per pigrizia, sarà per spocchia letteraria, ma se chiedi dove sta andando il fantasy italiano a una persona del campo, a una persona che pubblica per un grandissimo editore o a una persona che fa il giornalista o l’editor, ti faranno il nome di Vanni Santoni. Il quale ha scritto solo una duologia fantasy che nemmeno mi sta facendo impazzire (sto leggendo il primo libro, quindi poi ne parleremo).
Non è per denigrare il buon Vanni Santoni, ma non puoi rispondermi che è lui il futuro del fantasy italiano quando ci sono tantissimi autori pubblicati da piccoli editori che sperimentano e producono roba molto più interessante. Rispondere Vanni Santoni è proprio un’ammissione d’ignoranza sul panorama fantastico italiano. Che è fatto per lo più dai piccoli, ma non per questo ha minor valore.

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